Ad autunno inoltrato, è arrivata l’ora di fare scorta di legna in vista dei rigori invernali. È molto importante, però, essere in grado di trovare la tipologia di legna più adatta, ma anche sapere come tagliarla e in più riuscire ad accatastarla con cura. Sono accorgimenti necessari, tra l’altro, per riuscire a risparmiare – anche in misura consistente – sul costo del riscaldamento.

Se viene conservata in modo adeguato, la legna di qualità garantisce un rendimento migliore, proprio perché brucia in modo più efficiente. In altre parole, con una quantità di legna minore si avrà la possibilità di beneficiare di un tepore più gradevole e di una temperatura più elevata nella propria abitazione. Certo, solo a condizione di badare con attenzione alla manutenzione del camino a legna.

Le caratteristiche della legna da ardere

Nel momento in cui ci si approccia all’acquisto della legna e la si stocca all’interno della legnaia è necessario prestare attenzione ad alcune precauzioni, a prescindere dal tipo di camino o di stufa con cui si ha a che fare. È essenziale, fra l’altro, che la legna sia asciutta. Una legna asciutta, infatti, è destinata ad assicurare un miglioramento importante nelle prestazioni del camino o della stufa.

Si ritiene asciutta la legna la cui umidità interna è al massimo del 15%. Ovviamente per capire qual è il tasso di umidità dei ciocchi di legna si può usare uno strumento ad hoc, che è denominato igrometro a denti. Si tratta di uno strumento di dimensioni ridotte, più o meno simili a quelle di un cellulare, che funziona a batterie; lo si trova su Internet o anche nei negozi di bricolage.

Come capire se la legna a secca

Nel caso in cui non si abbia intenzione di acquistare un igrometro, si può comunque capire in maniera un po’ più approssimativa il livello di umidità della legna. In particolare, è secca la legna quando:

  • Una volta che viene accesa, non sfrigola
  • È priva di pigmento verde al proprio interno
  • È priva, sulla corteccia e sulla superficie, di licheni e muschi
  • Nel ciocco presenta delle fenditure profonde.

Inoltre, più la legna è secca e meno tempo ci mette ad accendersi, ma ovviamente questo è un aspetto che può essere verificato solo dopo che la legna è stata comprata.

legna da ardere

È auspicabile che la legna da mettere nella stufa o nel camino sia secca perché in questo modo si accende in tempi più brevi, il che vuol dire che comincia a scaldare gli ambienti più in fretta. Inoltre, la legna secca non consuma calore per asciugarsi, a differenza di quel che avviene nel caso della legna umida che ci mette un po’ di tempo prima di cominciare a bruciare. Ancora, quando la legna è secca non sporca la canna fumaria o la stufa.

C’è poi da considerare un vantaggio di carattere economico da non sottovalutare: infatti la legna asciutta ha un peso inferiore rispetto a quella umida, e questo è un aspetto importante visto che la legna viene pagata a peso.

Attenzione al livello di umidità

In sintesi, quando è asciutta la legna da ardere è in grado di scaldare di più, ha un costo inferiore e comporta una spesa minore dal punto di vista della manutenzione. Il consiglio è di acquistare la legna già stagionata.

Se non se ne ha la possibilità, è comunque conveniente lasciare la legna che si compra a stagionare per un paio di anni all’interno della catasta, in modo che possa raggiungere il livello di umidità più appropriato prima che venga usata. Inoltre è bene che la legna che dovrà essere arsa non sia stata trattata in precedenza. I legni trattati non devono mai essere bruciati, a prescindere dalla loro essenza (vale a dire la tipologia di legno) e dalla pezzatura, che corrisponde alle dimensioni dei ciocchi. Ma che cosa vuol dire che un legno è trattato? Sono trattati i legni che hanno delle resine artificiali, che sono stati colorati o che sono stati verniciati.

No alla legna trattata

La legna trattata non deve essere bruciata perché può danneggiare la stufa e sul lungo periodo rovina anche la canna fumaria. Ma c’è anche un altro aspetto, non meno importante, da valutare: i legni trattati, infatti, quando bruciano potrebbero favorire la diffusione di fumi tossici e quindi pericolosi.

Questa è anche la ragione per la quale non si dovrebbe bruciare la carta per accendere il fuoco. Nemmeno i rifiuti domestici e gli scarti di lavorazione del legno vanno bruciati: si tratta di una pratica comune ma sbagliata che finisce per sporcare in maniera significativa il camino, la stufa e la canna fumaria. Così, ci si ritrova a spendere un sacco di soldi in più per la manutenzione.

A differenza di quel che si è portati a pensare e che si è abituati a fare, bruciare la carta non va bene in quanto essa tende a incrostarsi sulle superfici interne della canna fumaria. Al posto della canna fumaria si possono impiegare delle tavolette accendifuoco che hanno il pregio di costare poco e di non sporcare. Con queste tavolette, non si corre mai il rischio di incatramare la canna fumaria.

Le dimensioni della legna da ardere

Sarebbe auspicabile spaccare la legna in ciocchi caratterizzati da una lunghezza massima di 35 centimetri, così da essere certi di poter usufruire di una resa ottimale della stufa. Il diametro, invece, dovrebbe essere al massimo di una decina di centimetri.

Ci sono, comunque, stufe dotate di una camera di combustione di dimensioni ridotte e molto delicate: in questo caso potrebbe essere necessaria una pezzatura differente, che ad ogni modo verrà suggerita dal rivenditore. Da ricordare, infine, che la stagione invernale rappresenta il periodo più indicato per tagliare la legna, cioè quando nelle piante c’è meno clorofilla; così la legna si secca più velocemente.

Adesso sai tutto sulla legna da ardere, e puoi scegliere il camino migliore per la tua casa: il nostro catalogo mette a tua disposizione tante opportunità da cogliere al volo. Approfittane subito!

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