Lo scarico concentrico costituisce la soluzione tecnica che ha permesso ai camini a gas di diffondersi anche in edifici privi di canna fumaria tradizionale. Questo sistema evacuazione fumi a doppio condotto consiste in due tubi coassiali: quello interno convoglia i prodotti della combustione verso l’esterno, mentre quello esterno preleva l’aria comburente necessaria al funzionamento dell’apparecchio. La configurazione garantisce un circuito chiuso che isola completamente il processo di combustione dall’ambiente domestico, rendendo l’installazione compatibile con appartamenti, villette e spazi commerciali.

La diffusione di questa tecnologia ha reso necessaria una regolamentazione precisa delle distanze di sicurezza. Le norme UNI 7129 e UNI 11071 definiscono i parametri da rispettare durante l’installazione, specificando le distanze minime tra il terminale di scarico e gli elementi edilizi circostanti. Queste disposizioni tutelano la sicurezza dell’impianto e delle persone, prevenendo il rischio di riflusso dei fumi, surriscaldamento delle superfici adiacenti e malfunzionamenti dovuti a ventilazione insufficiente.

Caratteristiche tecniche del sistema concentrico

Il tubo concentrico per camini a gas si compone di un condotto interno in acciaio inox AISI 316L o AISI 304, materiali resistenti alle temperature elevate e alla corrosione chimica dei fumi acidi. Il diametro interno varia generalmente tra 60 e 100 millimetri, dimensionato in base alla potenza termica dell’apparecchio. Il condotto esterno, realizzato in acciaio zincato o alluminio, presenta un diametro maggiorato di 20-40 millimetri rispetto a quello interno, creando l’intercapedine necessaria al passaggio dell’aria comburente.

L’installazione può svilupparsi in configurazione orizzontale, verticale o mista. La tipologia orizzontale attraversa la parete perimetrale con una pendenza minima del 3% verso l’esterno, assicurando lo smaltimento della condensa che si forma durante il raffreddamento dei fumi. La lunghezza massima del tracciato orizzontale viene specificata dal produttore del camino e varia tra 1 e 5 metri, a seconda del modello e della potenza. Ogni curva a 90° equivale a circa 1 metro di tratto rettilineo in termini di resistenza al flusso, riducendo la lunghezza utilizzabile.

La configurazione verticale attraversa il solaio e raggiunge il tetto dell’edificio. Questa soluzione richiede un terminale antivento certificato secondo la norma UNI EN 1856-1, capace di garantire il tiraggio anche in presenza di condizioni meteorologiche avverse. Il terminale verticale deve superare il colmo del tetto di almeno 60 centimetri e distare almeno 100 centimetri da finestre, porte, prese d’aria di altri impianti presenti nel raggio di 4 metri.

Normativa sulle distanze minime dal terminale

La norma UNI 7129-1:2015, integrata dalle successive revisioni, stabilisce le distanze minime che il terminale di scarico concentrico deve rispettare rispetto agli elementi edilizi e agli spazi di pertinenza altrui. Il terminale orizzontale a parete deve distare almeno 30 centimetri da finestre, porte-finestre, aperture di ventilazione e bocchette di aspirazione situate sullo stesso piano o su piani superiori. Se il terminale si trova al di sotto di una finestra apribile, la distanza verticale minima sale a 100 centimetri.

Rispetto ai confini di proprietà, la normativa impone una distanza minima di 1 metro dal limite che separa l’edificio dalla proprietà confinante. Questa prescrizione tutela i vicini dall’esposizione diretta ai fumi di scarico e dal disagio acustico generato dall’apparecchio in funzione. Nelle zone particolarmente ventose o esposte, è consigliabile incrementare ulteriormente questa distanza per evitare che le correnti d’aria convoglino i prodotti della combustione verso le proprietà adiacenti.

La distanza da materiali combustibili merita attenzione particolare. Il condotto concentrico deve mantenersi ad almeno 5 centimetri da strutture lignee, isolamenti in polistirene espanso, pannelli sandwich con anima combustibile e qualsiasi altro materiale classificato in classe di reazione al fuoco superiore a B-s1,d0. Quando il tubo attraversa solai o pareti contenenti elementi combustibili, l’installatore deve creare un’intercapedine di sicurezza riempita con lana di roccia o altro materiale isolante incombustibile certificato per temperature fino a 600°C.

Le distanze da altri apparecchi di scarico richiedono valutazioni specifiche. Se nell’edificio sono presenti caldaie, scaldabagni o altri generatori termici con scarico a parete, il terminale del camino a gas deve distare almeno 50 centimetri da questi scarichi per evitare interferenze tra i flussi di gas combusti. La sovrapposizione di più scarichi nella stessa zona di facciata può creare turbolenze che compromettono l’efficienza dell’evacuazione e aumentano il rischio di riflusso.

Installazione in edifici condominiali e vincoli urbanistici

L’installazione di un camino a gas con scarico concentrico in condominio richiede l’autorizzazione preventiva dell’assemblea condominiale quando il terminale viene posizionato su una facciata comune o quando il condotto attraversa parti comuni dell’edificio. Il regolamento condominiale può contenere limitazioni aggiuntive rispetto alle normative tecniche, imponendo vincoli estetici o divieti specifici su determinate porzioni di facciata. Prima di procedere con l’acquisto e l’installazione, risulta indispensabile verificare sia le clausole del regolamento sia eventuali delibere assembleari precedenti che abbiano stabilito criteri di uniformità architettonica.

I centri storici e le zone soggette a vincolo paesaggistico presentano ulteriori restrizioni. Le soprintendenze territoriali possono imporre soluzioni tecniche che minimizzino l’impatto visivo del terminale di scarico, prescrivendo colorazioni specifiche, posizionamenti defilati o schermature architettoniche. In alcuni casi viene richiesta la realizzazione di un camino tradizionale esterno all’edificio, all’interno del quale far scorrere il tubo concentrico, mantenendo così la coerenza estetica con il contesto urbano storico.

Gli immobili vincolati dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici necessitano di un’autorizzazione specifica prima di qualsiasi intervento sulle facciate. Il progetto tecnico dell’impianto di scarico deve essere sottoposto al parere dell’ente di tutela, che valuta la compatibilità dell’intervento con i caratteri storico-artistici dell’edificio. I tempi di risposta variano considerevolmente a seconda del carico di lavoro degli uffici territoriali, oscillando tra 30 e 90 giorni. Per approfondire gli aspetti normativi e i requisiti tecnici generali, è utile consultare la guida sull’installazione camino a gas in appartamento: requisiti tecnici e normative.

Verifiche tecniche e collaudo dell’impianto

La corretta installazione dello scarico concentrico richiede verifiche puntuali durante ogni fase del montaggio. Il controllo della tenuta del circuito viene effettuato mediante prova pneumatica: l’installatore mette in pressione il condotto di scarico a 200 Pascal e verifica l’assenza di perdite per un periodo minimo di 60 secondi. Questa verifica garantisce che i giunti tra i vari elementi del condotto siano perfettamente sigillati e che non sussistano microfessurazioni attraverso le quali i fumi potrebbero infiltrarsi negli ambienti abitati.

La misurazione del tiraggio costituisce un passaggio obbligatorio al termine dell’installazione. L’apparecchio deve garantire un tiraggio minimo specificato dal produttore, generalmente compreso tra 5 e 15 Pascal in condizioni di funzionamento nominale. Un tiraggio insufficiente provoca combustione incompleta, aumento delle emissioni inquinanti e possibile innesco di situazioni pericolose. L’analisi dei fumi di combustione verifica il corretto rapporto aria-combustibile e l’efficienza del processo termico, confermando che le emissioni rientrino nei limiti normativi per monossido di carbonio e ossidi di azoto.

Il certificato di conformità dell’impianto, redatto dall’installatore abilitato e depositato presso il Comune di competenza, attesta il rispetto di tutte le prescrizioni tecniche e di sicurezza. Questo documento contiene lo schema dell’impianto, le caratteristiche tecniche dei componenti utilizzati, i risultati delle prove di tenuta e di tiraggio, oltre alla dichiarazione di conformità alle norme UNI vigenti. La mancata presentazione della dichiarazione di conformità comporta sanzioni amministrative e può precludere la possibilità di accedere a detrazioni fiscali o incentivi per l’efficienza energetica.

Manutenzione periodica e controlli obbligatori

Lo scarico concentrico necessita di ispezioni periodiche per mantenere l’efficienza e la sicurezza nel tempo. La normativa impone un controllo annuale dell’impianto, durante il quale il tecnico abilitato verifica lo stato di conservazione del condotto, la tenuta dei giunti, l’assenza di ostruzioni e corrosioni. La formazione di condensa acida all’interno del tubo può provocare deterioramento progressivo dell’acciaio inox, soprattutto nelle installazioni orizzontali dove il ristagno di liquidi risulta più probabile.

La pulizia del terminale di scarico va effettuata almeno una volta all’anno, eliminando depositi di fuliggine, accumuli di sporco e eventuali nidi di insetti che possono ostruire parzialmente il passaggio dei fumi o dell’aria comburente. Un’ostruzione anche parziale modifica i parametri di funzionamento dell’apparecchio, riducendo il rendimento termico e aumentando le emissioni inquinanti. I modelli dotati di ventilatore forzato richiedono inoltre la verifica del funzionamento del dispositivo di sicurezza che blocca l’accensione del bruciatore in caso di guasto del sistema di evacuazione fumi.

Il controllo delle guarnizioni di tenuta tra i vari elementi del condotto previene infiltrazioni d’aria che comprometterebbero l’efficienza del sistema. Con il tempo e le escursioni termiche, le guarnizioni in silicone ad alta temperatura possono indurire e perdere elasticità. La loro sostituzione preventiva, prima che si manifestino perdite evidenti, garantisce la continuità operativa dell’impianto ed evita interventi correttivi più onerosi.

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